Fonduta con Tartufo Bianco d’Alba


fonduta con tartufo bianco d'alba

I  Tartufi bianchi sono funghi sotterranei, non coltivabili, che vivono in simbiosi micorrizzica con determinate piante arboree quali la farnia, il cerro, il rovere,  la rovella, il pioppo nero, il pioppo bianco, il carolina, il tremolo, il salicone, il vimine, il salice bianco, il tiglio, il carpino nero, il nocciolo. Possono essere di svariate forme, da globosa a piatta e presentano una parete esterna (peridio) dal bianco latte al giallo ocra con una polpa interna (gleba) chiara solcata da venature marroni. Il profumo caratteristico ed unico rende il Tartufo bianco delle Langhe e Monferrato, la specie più pregiata e ricercata nel mondo. Contiene elementi minerali come il potassio, calcio, sodio, magnesio, ferro, zinco e rame ed è composto dall’80% d’acqua. L’areale di produzione del Tuber Magnatum Pico in Piemonte è’ concentrato soprattutto nelle Langhe, nel Monferrato e nel Roero, anche se vi sono stati dei ritrovamenti anche nell’alessandrino e sulle colline torinesi. Difficile descrivere a parole il profumo che questa “pepita”sprigiona: ricorda l’aglio, il fungo ed il miele. Se volete assaggiare e scoprire questo prodotto unico e prezioso, esiste una manifestazione dedicata: la “Fiera Nazionale di Alba”.

cart Lista ingredienti per 4 persone:

  • 100 g di Fontina Valdostana DOP
  • 10 g di burro
  • 1 tuorli d’uovo
  • latte intero
  • Tartufo bianco d’Alba

time Tempo di preparazione: 15 minuti

Tagliare la fontina a dadini e porla in un recipiente coprendola di latte e lasciate riposare qualche ora. Mettete in una casseruola il burro e il tuorlo; aggiungete la fontina con tutto il latte.

Mettete la casseruola a bagnomaria e lavorate energicamente. Cuocete continuando a mescolare fino a quando non otterrete una crema liscia e densa.

Servite caldissima in piccole fondine, cosparsa di Tartufo bianco d’Alba affettato, accompagnata da una bottiglia dell’omonimo Barbera d’Alba e da qualche crostone di pane toscano.

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